Diremo una banalità: è evidente che qualcosa non va.

Banalità che però, proprio nel termine “qualcosa”, evidenzia la difficoltà di dare un’interpretazione univoca e “semplificata” di quanto sta succedendo attualmente non solo nel mondo del legno, ma nel mercato in generale.

Difficile valutare delle soluzioni o prevedere eventuali sviluppi. E’ comunque importante cercare di individuare il filo conduttore che lega le varie situazioni di mercato, mettendo gli avvenimenti e gli sviluppi nella prospettiva corretta.

LegnoTraCarenzaDiMateriaEAumentoPrezzi

Come è ormai evidente, da mesi stiamo assistendo a due fenomeni strettamente correlati: da un lato la carenza di materie prime e dall’altro il costante aumento dei prezzi delle stesse (e conseguentemente dei prodotti derivanti). A ciò si aggiunge la naturale conseguenza dell’allungamento delle tempistiche di approvvigionamento.

Questo contribuisce a creare una situazione di mercato estremamente instabile che coinvolge ogni elemento della filiera, dal produttore al cliente finale.

Si tratta di una situazione che non riguarda esclusivamente il legno e i prodotti derivati, come testimoniato dai titoli che periodicamente compaiono nei principali canali di informazione.

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” del 16 maggio esce con il titolo “Acciaio, plastiche, cemento e bitume: il rincaro dei prezzi rallenta i cantieri edili” (di Giorgio Santilli). Tra novembre 2020 e aprile 2021 il prezzo dell’acciaio ha subito un incremento del 117%. Sempre nello stesso periodo di riferimento assistiamo all’aumento di polietileni (+40%), rame (+17%), petrolio (+34%) e derivati.

LegnoTraCarenzaDiMateriaEAumentoPrezzi

Il 10 maggio 2021, Sky Tg 24 titola “Legname, grano, acciaio, microchip: prezzi di materie prime e componenti in forte rialzo” (di Lorenzo Borga).  La causa fondamentale che sta alla base delle situazione attuale è essenzialmente la ripresa economica “post-Covid” di due colossi come gli Stati Uniti e la Cina. Quello che cambia sono le ragioni degli aumenti.

L’aumento dei prezzi di legname e rame, ad esempio, è dovuto essenzialmente al boom del settore immobiliare negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le cosiddette “terre rare”, l’aumento è dovuto alla transizione sempre più spinta verso la green economy. L’aumento dei prezzi del grano invece, sembra dovuto ai raccolti deludenti di alcuni dei principali produttori mondiali, come Brasile e Francia. I prezzi dei michrochip (per fare un altro esempio) sono schizzati alle stelle a causa della domanda stimolata dallo smart-working e dall’esasperazione del lavoro a distanza (ovvia conseguenza della necessità di distanziamento imposta dalla pandemia).

Il filo conduttore è evidente: aumenta (o resta invariata) la domanda mentre diminuisce la disponibilità.

La disamina evidenzia anche il ruolo dei trasporti, con il raddoppio dei prezzi dei container dalla Cina, paese che notoriamente esporta molto più di quanto compra.

LegnoTraCarenzaDiMateriaEAumentoPrezzi

Il 6 aprile 2021, il “Corriere della Sera” dedica un articolo specifico al mondo del legno, a titolo “I prezzi del legno impazziscono: «colpa» di Stati Uniti e Cina (e le aziende italiane soffrono)” (di Domenico Affinito). In Europa, il prezzo del legname (in particolare quello da costruzione) è aumentato del 60-70% rispetto a settembre 2020. Le ragioni?

Principalmente il boom dell’edilizia negli Stati Uniti e nel Nord America (nel 2020 l’esportazione europea di legno di conifera verso il Nord America è aumentata del +54%).

Ad aggravare la situazione c’è stato il blocco delle esportazioni di legno da parte di uno dei maggiori produttori mondiali: la Russia.

Queste restrizioni/divieti hanno colpito in particolare, oltre alla Finlandia e agli Stati Baltici, la Cina. Cina che, negli ultimi anni, ha iniziato un deciso processo di conversione alle costruzioni in legno.

Contemporaneamente stiamo assistendo ad una crescente domanda da parte del settore della costruzioni in legno anche in Europa.

Il tutto sarebbe una buona notizia per il settore se non fosse che le imprese si trovano a dover fronteggiare un’impennata dei costi che supera quanto potrebbe essere fisiologico.

Difficile prevedere come si evolverà la situazione. Quello che è certo è che il quadro generale preoccupa tutto il settore.

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