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CertificazioniFormaldeide

COS’E’ LA FORMALDEIDE

La formaldeide (conosciuta commercialmente come formalina) è un composto organico incolore e dall’odore pungente, presente in natura in forma di gas.

Nel 2004, la formaldeide è stata indicata dallo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come fattore cancerogeno certo per l’apparato respiratorio.

A seguire, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fissato un valore guida al limite di esposizione di 0,1 ppm (parti per milione).

Gli effetti indesiderati dell’esposizione a formaldeide (in quantità ingenti e ad esposizione prolungata) sono: irritazione oculare, nasale, cutanea e del cavo orale, tosse, cefalea.

PRESENZA DELLA FORMALDEIDE IN NATURA

La formaldeide è presente, da sempre, in natura. Vediamo qui di seguito alcuni esempi di dove possiamo trovarla:

  • Nei prodotti della combustione (fumo di tabacco / legna da ardere) e dal metabolismo ossidativo degli organismi viventi.
  • In diverso alimenti naturali (tra cui citiamo a titolo di esempio i seguenti: mela, albicocca, banana, vegetali a bulbo, patata, anguria, carota …).
  • Negli alimenti affumicati.

Le concentrazioni di formaldeide in natura non sono tali da risultare immediatamente nocive per l’essere umano. Il discorso potrebbe tuttavia cambiare in caso di uso industriale, se non vengono imposti dei limiti.

UTILIZZO IN AMBITO INDUSTRIALE E COMMERCIALE

Numerosi sono anche gli ambiti di utilizzo in campo industriale. Vediamo i principali:

  • Nel settore legno / arredo (reagisce con urea e melammina a formare delle resine termoindurenti).
  • In ambito ospedaliero: potente azione battericida, serve per conservare campioni di tessuti biologici / come disinfettante / utilizzata per la produzione di vaccini.
  • Come conservante alimentare (indicato con la sigla E240).
  • In ambito tessile (migliora la resistenza al lavaggio delle tinture).
  • Per la produzione di vernici / coloranti / shampoo.
  • Per la produzione di materiali da costruzione.

I motivi che rendono la formaldeide un prodotto adatto ad essere impiegato ad uso industriale sono i seguenti:

  • E’ una sostanza facilmente reperibile.
  • Ha un costo contenuto.
  • Alta solubilità in acqua (che la rende facile da impiegare).

PERCHE’ DELLE NORMATIVE SULL’USO DELLA FORMALDEIDE ?

La necessità di ridurre l’emissione di formaldeide risponde essenzialmente ad un principio di tutela della salute del consumatore.

Questo principio si accompagna ad una maggior sensibilità ambientale da parte dell’uomo moderno, che, in quanto consumatore è sempre più attento ai principi della cosiddetta “economia verde”. La Green Economy coniuga infatti il legittimo perseguimento del beneficio economico con la riduzione dell’ impatto ambientale, tenendo in considerazione cioè i potenziali danni ambientali prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materia prime.

CRONOLOGIA DEGLI SVILUPPI NORMATIVI

Già all’inizio degli anni ’80 l’Istituto Tedesco per la Tecnica delle Costruzioni, emana la direttiva ETB, con la quale i pannelli di particelle per uso edilizio, secondo l’emissione di formaldeide, vengono suddivisi in tre classi : E1, E2, E3.

Nel 1983, nella Circolare del Ministero della Sanità n. 57 del 22 giugno 1983“Usi della formaldeide – Rischi connessi alle possibili modalità d’impiego”, viene riportato un limite massimo di esposizione di 0,1 ppm.

Ma è agli inizi degli anni ‘2000 che i riflettori vengono puntati con forza sull’argomento, inaugurando un periodo di fervore normativo che sta segnando una direzione ben precisa per i mercati internazionali.

2004: lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) identifica la formaldeide come cancerogeno certo.

2005: in Europa entra in vigore la UNI EN 13986 – appendice B (dal 2005 e con successive modifiche): “Pannelli a base di legno per l’utilizzo nelle costruzioni – Caratteristiche, valutazione di conformità e marcatura”.

  • Definisce i valori di emissione della formaldeide in E1 (0,1 ppm), misurati secondo il metodo di prova indicato dalla norma EN 717-1. Ne segue che da qui in poi pannelli a base legno diventano di fatto E1 (a bassa concentrazione di formaldeide: emissione inferiore o uguale a 0,1 ppm).

2008: in Italia entra in vigore il Decreto Legislativo del 10 ottobre che recepisce quanto detto da IARC e OMS e stabilisce che il limite E1 è limite di legge (adottando di fatto la norma europea).

2009: in USA entra in vigore il regolamento CARB (dal nome dell’ agenzia governativa California Air Resources Board).

  • CARB nasce a seguito dell’Uragano Katrina (2005 – New Orleans), che ha evidenziato quanto i materiali utilizzati per la realizzazione delle abitazioni di soccorso, causa l’alta emissione di formaldeide creassero problemi respiratori alla popolazione già colpita dal cataclisma.
  • E’ un regolamento valido e necessario solo per prodotti venduti in California.
  • I soggetti obbligati al rispetto sono: produttori di pannelli compensati / fibra / particelle di legno.
  • La certificazione viene rilasciata da un ente terzo (es: CATAS)

2010 / 2011: in USA entra in vigore il CARB fase 2

  • Entra in vigore tra il 2010 e il 2011 (a seconda dei prodotti interessati)
  • E’ un regolamento valido e necessario solo per prodotti venduti in California
  • Prevede l’abbassamento delle emissioni consentite rispetto a CARB.

2018 (dal 1 giugno): in USA entra in vigore il regolamento EPA (Environmental Protection Agency) – Norma TSCA Title VI:

  • Impone gli stessi limiti di emissione di CARB 2.
  • Inizialmente è valida in tutti gli stati TRANNE la California (dove vale il CARB 2).
  • Dal 22/03/2019 CARB e EPA sono considerati equivalenti.
  • I prodotti soggetti al regolamento:

_ Hardwood Plywood (compensati / multistrato)

_ MDF (Medium Density Fibreboard)

_ PB (particleboard = truciolare)

_ Pannelli impiallacciati con resine UREICHE (esenti i prodotti realizzati con l’utilizzo di resine NAF (senza emissione di formaldeide) / ULEF (Ultra Low Emission Formaldehyde)).

Nel frattempo, negli Stati Uniti entrano in vigore altre leggi “regionali” che riguardano la formaldeide, a dimostrazione di quanto l’argomento sia sentito:

  • PROP 65 / Proposition 65: che obbliga ad esporre sui prodotti un’etichetta di avvertimento (WARNING) che informi della presenza di sostanze nocive nel prodotto.
  • NY LAW (New York Law): prevede che dal 1 gennaio 2023 gli arredi per l’infanzia siano realizzati con materiali privi di formaldeide.

IN GIAPPONE, invece, la norma di riferimento è la JIS A 1460 (dal 2001 e con successive modifiche), la cosiddetta “F**** (Four Stars)”. Questa certificazione (che prevede metodi di prova propri ed esprime un limite pari a 0,04 ppm) si applica ai pannelli derivati dal legno grezzi o rivestiti e attesta la conformità ai requisiti previsti dal Giappone per l’emissione di formaldeide da prodotti destinati all’edilizia.

2020: : in EUROPA entra in vigore la UBA (Germania).

Salvo azioni dell’ultimo minuto, il 01.01.2020 entrerà in vigore, per il mercato tedesco, la nuova legislazione UBA (BAnz AT 26.11.2018 B2). Nell’impossibilità, per gli enti tedeschi, di modificare i limiti imposti dalle normative europee, è mantenuto il limite di emissione nominale di 0,1 PPM (come E1). E’ stato modificato il metodo di prova, creando di fatto una nuova classe di emissione.

Le informazioni disponibili al momento confermano quanto segue:

  • La legge non richiede una certificazione specifica, per quanto il prodotto debba rispondere ai requisiti imposti dalla nuova legge.
  • Si applica ai prodotti così come entrano nel mercato.

CERTIFICAZIONI CARB / TSCA TITLE VI: DAL PRODUTTORE AL CLIENTE FINALE

  • Le certificazioni di rispondenza ai requisiti imposti da una norma/legge vengono rilasciate, al produttore, da enti terzi (es: CATAS, Lapi)
  • Il produttore fornisce la certificazione al distributore, contestualmente alla fornitura del materiale
  • Il distributore trasferisce al proprio cliente, assieme ad ogni consegna di materiale certificato:
  • La copia della certificazione originale ricevuta dal produttore. La certificazione fa riferimento al periodo in cui il materiale è stato prodotto e non alla data di consegna dello stesso.
  • La dichiarazione di conformità del materiale alla certificazione fornita

ITALIGNUM PROPONE IL SEGUENTE MATERIALE CERTIFICATO CARB2/EPA:

  • Truciolare grezzo CARB2 / EPA
  • Truciolare melaminico bianco CARB2 / EPA
  • MDF grezzo CARB2 / EPA
  • MDF grezzo leggero CARB2 / EPA
  • MDF grezzo idrofugo CARB2 / EPA
  • MDF grezzo ignifugo CARB2 / EPA (sia Bs1-d0 che ASTM)
  • MDF ignifugo CARB2 melamminico
  • Multistrato di Pioppo CARB2/ EPA
  • Multistrato di betulla CARB2/ EPA
  • Listellare placcato esterno MDF
  • MDF sottile
  • Pavimenti in laminato

LE CERTIFICAZIONI IGNIFUGHE

In alcuni settori specifici (come ad esempio nei locali pubblici, negli ospedali, negli ambienti fieristici ecc…) è fondamentale poter disporre di prodotti resistenti al fuoco, che rispondano alle seguenti caratteristiche:

  • Tempi più lunghi per la combustione
  • Minore emissione di fumi
  • Minore collassamento del supporto

Le certificazioni vengono redatte da enti terzi, che effettuano le prove sui materiali, e fornite dai produttori.

IN EUROPA

Classificazione europea EN 13501-1 : “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione – Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco”.

L’euro-classe è andata di fatto ad armonizzare i vari standard nazionali, validi in precedenza (ad esempio “classe 1” per il mercato italiano ed “M1” per il mercato francese).

La classificazione si compone di una sezione principale (che fa riferimento al livello di infiammabilità del prodotto) e da una accessoria (che tratta del comportamento dei fumi e del gocciolamento):

Classificazione principale (relativa all’ infiammabilità):

  • A1 / A2: materiali incombustibili (vetro / metalli ecc…)
  • B : combustibili / non infiammabili
  • C / D / E: combustibile / non facilmente infiammabile
  • F : combustibile / facilmente infiammabile

Classificazione accessoria (fumo e gocciolamento):

  • S1 / S2 / S3 = s =smoke (produzione di fumo durante la combustione)
  • d0 / d1 / d2 = d = dripping (gocciolmanto durante la combustione)

NEGLI STATI UNITI

Negli Stati Uniti, i parametri di resistenza al fuoco sono definiti dalla ASTM E84 (acronimo di “American Society for Testing Material”) che definisce le “caratteristiche di combustione dei materiali costruttivi”.

Sebbene il metodo di prova definito da ASTM E84 differisca da quello europeo, è ugualmente finalizzato a definire dei requisiti di prodotto che rispondano alle medesime esigenze.

Esistono tre tipi di classi: (i valori sono indicizzati)

  • Classe A ( o Classe 1 ): propagazione della fiamma da   0 a   25 // Sviluppo del fumo da 0 a 450;
  • Classe B ( o Classe 2): propagazione della fiamma da 26 a 75 // Sviluppo del fumo da 0 a 450;
  • Classe C ( o Classe 3): propagazione della fiamma da 76 a 200 // Sviluppo del fumo da 0 a 450.

ITALIGNUM PROPONE I SEGUENTI MATERIALI IGNIFUGHI:

  • Truciolare grezzo ignifugo Bs1-d0
  • Truciolare melaminico bianco / nero ignifugo Bs1-d0
  • MDF melaminico bianco ignifugo Bs1-d0
  • MDF grezzo ignifugo CARB2 / EPA (sia Bs1-d0 che ASTM)
  • Multistrato pioppo ignifugo
  • CDF
  • Betacryl

N.B. Il presente materiale è stato realizzato ed utilizzato a supporto del workshop “Formaldeide e certificazioni ignifughe: le normative di riferimento per i mercati europei e USA”, realizzato da Italignum in data 20 e 21 settembre 2019 presso la propria sede. Il contenuto è stato realizzato con la massima cura, secondo le conoscenze disponibili in queste date. Con riserva di modifica, errore e correzione.

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