Tutti noi, nella quotidianità, siamo immersi in ambienti nei quali il rumore è una caratteristica silenziosa.

Non si tratta, ovviamente, di un semplice gioco di parole a riprendere il famoso ossimoro (qui espresso al contrario) del “silenzio assordante”. Il fatto è che, nella realtà, ci rendiamo conto di vivere immersi nel rumore solamente quando abbiamo la possibilità di apprezzare il silenzio.

Pensiamoci bene.

Da quando ci svegliamo a quando ci corichiamo la sera, il nostro sottofondo è un alternarsi di rumori provenienti dalle fonti più disparate: i suoni del traffico, il vociare dei bambini, lo squillo del cellulare, il rumore incessante dei macchinari industriali o la cacofonia prodotta dall’accavallarsi delle discussioni dei nostri vicini in ufficio, nei mezzi pubblici o al ristorante.

Senza dimenticare radio e tv. E chi più ne ha, più ne metta. Spesso e volentieri il sottofondo è costituito da più di una delle fonti di cui sopra.

Ormai siamo talmente immersi nel rumore che, come accennato all’inizio, ci rendiamo conto di questa situazione di disagio solo quando riusciamo a recuperare, almeno parzialmente, il silenzio.

E ciò è sempre più difficile in quando l’urbanizzazione sempre crescente e la conseguente diminuzione di aree verdi o scarsamente popolate ha ridotto il numero di “zone franche” nelle quali poter rigenerare il nostro sistema uditivo e recuperare il comfort perduto. E poi, siamo veramente sicuri che, anche durante una passeggiata in montagna o un giro in barca nella natura più incontaminata, saremmo disposti a rinunciare a cellulari, tablet, radio e devices elettronici?

Secondo la definizione espressa nel D.P.C.M. 1.3.1991, il rumore è “qualunque emissione sonora che provochi sull’uomo effetti indesiderati, disturbanti o dannosi o che determini un qualsiasi deterioramento qualitativo dell’ambiente”.

Conseguentemente, si può definire comfort acustico la condizione di benessere in cui si trova una persona immersa in un determinato ambiente, in relazione alle attività che sta svolgendo.

Considerato che il limite e l’impatto degli agenti disturbanti sulle persone sono valori tutto sommato soggettivi, possiamo tuttavia concordare sul fatto che ci troviamo in una situazione di comfort quando l’assenza di disturbo è tale da garantire una buona ricezione della parola.

E’ utopico pensare di eliminare qualsiasi suono non desiderato dall’ambiente circostante, tuttavia la riduzione del rumore è possibile e, diremmo, doverosa.

In quest’ottica, sono numerose le possibilità di intervento sia in fase di progettazione che durante azioni di riqualificazione di un ambiente esistente. Sul mercato le soluzioni ci sono e una progettazione attenta può sicuramente aiutare a ridurre o a risolvere i problemi.

Proporremo qui di seguito alcuni esempi.

I PAVIMENTI A POSA FLOTTANTE

Un pavimento a posa flottante (sia esso in laminato o in materiali resilienti) è un ottimo mezzo per ridurre i rumori dovuti al camminamento, siano essi rumori da calpestio (che si propagano, cioè, verso il piano sottostante) o da riverbero (rumore di ritorno).

Con questo tipo di installazione, che prevede l’incastro perimetrale delle singole doghe tra loro, il pavimento non è incollato al solaio, ma è appoggiato.

Tra il solaio e il pavimento è previsto l’inserimento di un tappetino fonoassorbente.

Ciò fa si che il pavimento sia separato dalle adiacenti superfici rigide, bloccando almeno parzialmente la trasmissione dei rumori.

Con rumore da calpestio (IS) si intende la trasmissione di rumore alla stanza sottostante.

Come ci conferma l’associazione EPLF (European Producers of Laminate Flooring), i tappetini con un elevato valore IS possono ridurre notevolmente il rumore da calpestio.

Un tappetino ottimamente isolante dispone di un valore IS che si assesta tra un minimo di 14 dB e un valore, considerato ottimale, di 18 dB. Il valore è sempre indicato nelle schede tecniche del prodotto fornite dal produttore.

Il riverbero (RWS) è invece il “ritorno” del suono prodotto dai passi all’interno della stanza nella quale si sta camminando. Il valore RWS nei sottopavimenti non è attualmente definito da normative specifiche. Possiamo quindi affermare che maggiore sarà il valore espresso nella scheda tecnica del prodotto, minore sarà il riverbero percepito.

Sul mercato esistono sia pavimenti che necessitano dell’inserimento a parte di un materassino fonoassorbente tra solaio e superficie, che pavimenti con tappetino già integrato (ovvero preincollato ad ogni singola doga).

Italignum propone pavimenti in laminato e resilienti in grado di rispettare questi parametri, fornendo così una risposta concreta a chi cerca una soluzione per aumentare il comfort acustico del proprio ambiente, sia in fase di progettazione che di ristrutturazione.

Per saperne di più dei nostri pavimenti e posa flottante, potete seguire questo LINK e cercare il tipo di pavimento che fa al caso vostro.

LE PARETI ACUSTICHE FONOASSORBENTI

Per limitare la propagazione delle onde sonore tramite le pareti, è invece possibile ricorrere alle moderne superfici fonoassorbenti.

Normalmente, le pareti e il soffitto di una stanza fungono da punti di rimbalzo per il suono, come possiamo vedere nell’immagine qui sotto.

I pannelli fonoassorbenti sono studiati in modo da bloccare il rimbalzo delle onde sonore e la conseguente propagazione del suono/rumore.

Queste superfici sono composte da un pannello decorativo supportato da uno strato fonoassorbente in materiale fibroso. La superficie è appositamente forata in modo da permettere al suono di penetrare nelle strutture cave del supporto, dove le onde sonore vengono imprigionate.

Come per i pavimenti, anche le pareti fonoassorbenti permettono di ottenere un risultato tecnicamente soddisfacente senza dovere per questo rinunciare ad un effetto piacevole anche dal punto di vista del design.

I pannelli fonoassorbenti SwissClic, proposti da Italignum, sono la soluzione ideale per rivestire pareti e soffitti, grazie alla semplicità del processo di installazione (ad incastro) e alla varietà di soluzioni decorative.

I supporti fonoassorbenti sono inoltri disponibili anche in versione ad elemento mobile, ideali per isolare le postazioni di lavoro in ambienti di lavoro open-space oppure a fungere da separatori tra le varie zone di ristoranti e locali pubblici.

Volete saperne di più ? A questo LINK trovate tutti i dettagli.

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