Caro visitatore, questo articolo è parte di un percorso in 9 tappe, dedicate a 9 ambienti, che idealmente ci accompagnerà da qui al 25 marzo.

L’idea è quella di fare compagnia a chi, in piena emergenza Coronavirus e a fronte del DPCM del 12 marzo, si trova a casa e … si interessa di arredo e interior design!

Il tono sarà intenzionalmente più leggero, colloquiale e, se vogliamo, meno professionale rispetto a quello generalmente usato negli articoli di questo blog. E’ il nostro piccolo contributo, il cercare di portare un po’ di leggerezza in questo periodo. Convinti che andrà tutto bene e potremo presto stringerci la mano.

23 marzo 2020 –  Allestire uno showroom significa regalare ai nostri visitatori un’esperienza. Facile da dire, difficile da realizzare, indubbiamente. Ma partiamo dall’inizio.

Crediamo ci si possa trovare tutti d’accordo sul fatto che, concretamente, lo scopo principale di uno showroom sia quello di veicolare una vendita. Si tratta di creare il match perfetto tra quello che proponiamo (il nostro prodotto) e il potenziale cliente.

Va da sé che, consapevoli della bontà del prodotto da noi proposto, dobbiamo trovare il mezzo per trasferire questo valore al visitatore ma… come fare? Ecco, nessuno è in possesso della ricetta segreta (o era formula magica)? Ma ci può venire in soccorso un principio che le ricerche moderne stanno mettendo in evidenza in modo sempre più prepotente: il comportamento di acquisto di una persona è condizionato dalle emozioni.

Per rendercene conto basta pensare a COME e DOVE noi acquistiamo. Non importa l’articolo oggetto della nostra ricerca, è indubbio che ci siano ambienti nei quali ci rechiamo volentieri anche solo per “fare un giro” e poi… già che sei li… Capita anche a voi?

Ambienti#7_Showroom

IL MARKETING SENSORIALE

Le emozioni tracciano dei ricordi e sono ciò che ci stimola al momento dell’acquisto. Quindi è vero che acquistiamo con la testa (in fondo compriamo SOLO quello che ci serve… o no??)… ma c’è sempre quel qualcosa sottopelle che ci spinge ad effettuare la nostra scelta in un luogo piuttosto che in un altro. A preferire un prodotto rispetto ad un altro che ha le stesse caratteristiche tecniche ecc…

Proviamo allora a vedere SE e IN CHE MODO, quando progettiamo uno spazio di vendita, ci possono venire in soccorso i 5 sensi.

LA VISTA

“Uno sguardo vale più di mille parole”. Loghi, colori, grafiche, disposizioni dei prodotti. Tutto aiuta il nostro visitatore a capire, “al primo sguardo”, chi siamo e quali valori promuoviamo. L’ambiente che creiamo attorno al prodotto che proponiamo, può far percepire lo stesso in modi completamente diversi.

Un conto è proporre un arredo completamente spoglio (ad esempio, un nuovo modello di cucina). Un altro sarà curare l’ambientazione e completare la figura con piante, complementi d’arredo, luci o quant’altro possa trasmettere una sensazione e dare già un’idea di ambiente e di “possibile utilizzo” dello stesso.

Un cesto di frutta sul piano di lavoro, ad esempio, trasporta il mobile (almeno a livello di sensazione e immaginazione) da un asettico showroom direttamente allo spazio di casa nostra.

Oppure, considerate le infinite possibilità offerte dal mercato, se il nostro showroom è composto da ambienti diversi, potremmo considerare diversi tipi di pavimento a seconda dell’ambiente.

Ambienti#7_Showroom

IL TATTO

Vogliamo presentare un nuovo materiale? Una nuova finitura su un mobile, un serramento, un pavimento o quant’altro? Dare al cliente la possibilità di toccare vale più di mille immagini di catalogo.

Alcuni esperti evidenziamo come per questo 2020, sarà il tatto il senso sul quale dovrà lavorare maggiormente chi si occupa di design. Ciò spiega, ad esempio, il rinnovato interesse verso le finiture materiche (qualsiasi sia l’utilizzo). Diamo quindi ai nostri visitatori la possibilità di raccogliere sottopelle la sensazione data dal tatto.

L’UDITO

Basta visitare una qualsiasi mostra d’arte per rendersi conto dell’importanza del fattore uditivo in un ambito in cui potremmo considerarlo non essenziale. Il valore storico di un manufatto egizio è oggettivo. Ma quando l’esperienza visiva è accompagnata in sottofondo dalla musica soffusa di sistri e cembali… beh, l’effetto cambia e abbiamo quasi la sensazione di essere trasportati nel tempo, indietro di tremila anni.

Perché? Perché ci alimentiamo di sensazioni. Allo stesso modo, una musica gradevole in sottofondo può lavorare per noi, stimolando nel visitatore sensazioni che non potremmo trasmettere altrimenti, neanche con diecimila parole.

L’OLFATTO

Il marketing sensoriale che sfrutta l’olfatto non è soltanto adatto alle aziende produttrici di profumi, cosmetici o detersivi.

Un buon profumo (possibilmente molto lieve) stimolerà dei ricordi positivi. La scelta è ovviamente molto “de gustibus”. Per questo un profumo lieve sarò percepito in modo piacevole da chi lo gradisce e passare come indifferente a chi non ne è particolarmente colpito.

IL GUSTO

Ecco, qui dipende molto dal prodotto che stiamo valorizzando. Sicuramente però, in tutti i casi, un (banale?) cestino di caramelle o cioccolatini verrà percepito dal cliente come un dettaglio che mostrerà la nostra cura verso l’ospite. Sempre che non vi siate già attrezzati di distributore automatico di prosecco da affiancare alla macchinetta del caffè…

Perché, in fondo, quello che vogliamo, è rendere la visita al nostro showroom un’esperienza indimenticabile… in tutti i sensi!

 

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Se invece vuoi farti un’idea generale dei materiali che possiamo proporre, vedi QUI.

#andratuttobene

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